Alla scoperta di Coldirodi e uno sguardo diverso su Sanremo

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Coldirodi, frazione di Sanremo, ha ereditato questo nome dalla storia. Si narra infatti che un gruppo di cavalieri provenienti da Rodi sbarcarono nell’XI° secolo, di ritorno dalle crociate, sulle coste di Ospedaletti per curare i loro feriti. Essi diedero all’intera vallata il nome di “Valle di Rodi”. In seguito alle invasioni saracene, però, dovettero ritirarsi in alto, sul colle che domina la valle, al quale diedero il nome di “Colle di Rodi” – l’odierna Coldirodi.

📸Da vedere a Coldirodi

Una volta arrivati a Coldirodi vi consigliamo per prima cosa di perdervi nei caruggi, gli stretti vicoli tipici dei borghi liguri: troverete scorci meravigliosi. Proprio dietro casa, a non più di venti passi, noterete su una casa di pietra una targa che indica che quello è il “castello”. In realtà altro non è che una normalissima casa come tutte le altre. Si narra, però, che questa semplice casa in pietra (e anche le altre intorno) formassero il primo nucleo abitativo del paese. Se potessimo salire sulla terrazza in cima al “castello”, potremmo capire perché i primi abitanti scelsero questo luogo per difendersi dai Saraceni: lo sguardo spazia da Arma di Taggia fino a Bordighera. Da qui potevano controllare un larghissimo tratto di costa e dunque non trovarsi impreparati da attacchi e scorribande saracene.

E poi cos’altro fare a Coldirodi? Sicuramente non perdetevi una visita della chiesa parrocchiale di San Sebastiano Martire, nella piazza principale e, proprio di fronte, merita una visita anche l’oratorio di Sant’Anna.

Se siete appassionati di arte non potete non visitare la pinacoteca di Villa Luca: vanta cento opere pittoriche comprese tra il XV e il XIX secolo, tra cui spiccano la Madonna con il Bambino attribuita a Lorenzo di Credi (Bottega del Verrocchio), la Sacra Famiglia di Fra Bartolomeo della Porta, le Tentazioni di Sant’Antonio di Salvator Rosa, dipinti di Jacopo Vignali, Michele Rocca, Anton Raphael Mengs. Annessa alla Pinacoteca Rambaldi si trova l’omonima e altrettanto preziosa Biblioteca Rambaldi. La consistenza attuale della biblioteca è di circa 5000 documenti: una pergamena, due manoscritti antichi (entro il 15. secolo), lettere, incunaboli, cinquecentine e 4695 volumi stampati tra il 17° e i 19° secolo. Fra le opere più rare si segnalano la Historia naturalis di Plinio, edita a Venezia nel 1476; la Bibbia in latino del Renner di Venezia, del 1480; le Historiae romanae decas di Tito Livio, stampato a Venezia nel 1470. Prima di recarvi alla Pinacoteca informatevi sugli orari di apertura, a causa del Covid hanno subito infatti modifiche e restrizioni (tel 0184/670398).

Vi consigliamo inoltre una passeggiata fino in fondo al paese, alla Madonna Pellegrina; si tratta di un piccolo santuario su un promontorio con una veduta del versante di ponente del borgo e, superata la chiesa, un meraviglioso panorama sul golfo di Ospedaletti. Nelle serate più limpide da qui si vedono le coste francesi.

Se siete appassionati di trekking e non vi accontentate di una semplice passeggiata, non preoccupatevi… All’uscita di casa, senza neanche dover prendere l’auto per i trasferimenti, partono meravigliosi sentieri a mezza costa: uno che vi consigliamo è quello che arriva fino a Seborga, piccolo borgo nell’entroterra di Bordighera, autoproclamatosi principato negli anni 50, non ritenendo valida l’annessione al regno di Sardegna in quanto, pare, godesse già dello status di principato. A Seborga c’è un principe, anzi ora una principessa, ed un consiglio dei ministri (senza nessun potere legale) e viene battuta moneta, il luigino, il cui valore è stato fissato a 6 dollari. Non ha nessun potere d’acquisto ma pare susciti discreto interesse tra gli appassionati di numismatica.

Un altro sentiero da percorrere, partendo da casa,  è quello che vi porta a San Romolo (a 800 mt di altitudine) e successivamente a Monte Bignone (1300 mt): il panorama vi lascerà davvero senza fiato. Mare e monti si incontrano e creano contrasti di colori incredibili in ogni stagione: in autunno ed inverno, in giornate soleggiate, si passa dal bianco della neve, al rosso dei boschi, al blu intenso del mare e del cielo.

🍝Da provare a Coldirodi

Ma se invece vogliamo oziare e rimanere in paese: ci saranno locali dove mangiare in questa piccola frazione? Certamente. Ve ne consigliamo tre:

  • Trattoria da Linda, cucina raffinata e ricercata in un ambiente elegante ed accogliente;
  • Rewind bar, ristorante, pizzeria: non solo pizza ma anche ottimi  primi piatti e secondi a base di carne e pesce (tel n. 0184/670122);
  • Bocciofila da Carletti, per specialità a base di carne (rostelle, picana, capra e fagioli) ma anche primi piatti squisiti.

💡Dritte BeLocal: Sanremo

Se vi tratterrete qui per più giorni vi consigliamo anche un piccolo tour alla scoperta della ben più rinomata Sanremo.

Direte voi, cosa c’è da scoprire a Sanremo? La conosciamo tutti: il Casinò, il teatro Ariston, i fiori, i giardini… Certo, è vero: sono tutti luoghi bellissimi che dovete assolutamente vedere. Ma noi oggi vogliamo portarvi a conoscere luoghi che spesso i turisti, anche i più affezionati alla città dei fiori, ignorano.

Prima fra tutte vi consigliamo una visita alla Pigna, ovvero la città vecchia. Il suo nome deriva dalla sua forma: un dedalo di strette viuzze e case arroccate le une sulle altre che, soprattutto se vista dal mare, ricordano per l’appunto una pigna. Vi consigliamo di partire da piazza San Siro e visitare l’omonima chiesa, concattedrale della diocesi; in stile romanico a tre navate merita sicuramente la vostra attenzione. Da qui potrete (attraversata piazza Siro Carli, dove magari potrete fermarvi a bere un caffè in uno dei baretti sotto i platani) entrare nella città vecchia da via Palma e poi andare su in piazza Capitolo, sede del “capitolo”, appunto, ovvero la riunione dei capifamiglia. Da qui iniziò la vita politica e commerciale di Sanremo. Non dimenticate di passare però da piazza Santa Brigida e visitare l’oratorio, se aperto.

Dopo piazza Capitolo continuate a salire fino ad arrivare ai giardini Villa Elena: da qui dominerete la città, luogo ideale per scatti fotografici unici. Già che siete arrivati fin quassù non dimenticate di fare ancora un piccolo sforzo ed arrivare fino al santuario N.S. Madonna della Costa. L’attuale costruzione risale al 1630, costruita in sostituzione della precedente che si dice fu eretta intorno alla metà del 1300. La chiesa, con pianta a croce latina, presenta una facciata barocca; la meravigliosa cupola invece, fu costruita tra il 1770 ed il 1775. All’interno si trovano un cospicuo numero di opere pittoriche e statue lignee di un certo pregio.

Finita la visita al santuario è ora di scendere nuovamente verso il centro attraverso altri percorsi: potete passare davanti alla chiesa di San Giuseppe, senza dimenticare di passare attraverso la porta San Giuseppe: una delle tante porte medievali d’accesso alla città  e che conserva ancora l’originale porta lignea.

Altro percorso possibile è quello di ridiscendere dalla chiesa di San Costanzo e passare nella piazza dell’anfiteatro: si tratta di un piccolo teatro a cielo aperto recentemente recuperato. Prima di tuffarvi nuovamente nelle vie del centro percorrete tutta via Palma fino ad arrivare alla deliziosa piazza dei Dolori. Una visita all’oratorio che affaccia sulla piccola piazza è d’obbligo. Riprendendo la strada passate sotto le “rivolte”, caratteristiche arcate che sostengono gli edifici sovrastanti, e da qui arriverete in piazza Cassini a due passi dalle vie dello shopping e dal teatro Ariston.

Attraversando via Palma noterete sicuramente una caratteristica trattoria con i tavolini nel “caruggio” con le classiche tovaglie a quadretti bianchi e rossi: è  la trattoria “Il Mulattiere”, molto caratteristica con piatti della tradizione ligure e non solo. Vi consigliamo di assaggiare la “sardenaira”, tipica pizza sanremasca (ma guai a chiamarla pizza!), il “brandacuiun” (stocafisso “sbattuto” fino a renderlo una poltiglia unito a patate, aglio olio e prezzemolo) e come dolce la squisita, quanto calorica, coppa del mulo.

La città vecchia è il cuore di Sanremo e merita davvero una visita, ma se vi fermate più giorni Sanremo offre tantissimi spunti:

  • la pista ciclabile. Circa 40 km da Ospedaletti fin quasi alle porte di Imperia sul vecchio sedime ferroviario interamente affacciata sul mare. Nel tratto sanremese vi segnaliamo in zona Foce le rovine romane di Villa Matutia, il vero primo nucleo abitativo della città. La pista ciclopedonale è praticamente tutta pianeggiante adatta a grandi e piccini: splendide vedute vi sorprenderanno dietro ad ogni curva e all’uscita di ogni galleria.
  • Bussana vecchia, antico borgo nel primo entroterra: interamente distrutto durante il terremoto del 1887 fu ricostruito più a valle ed abbandonato. Nella seconda metà degli anni 50 fu ripopolato da artisti provenienti da tutta Europa. Botteghe artigiane e piccoli negozi hanno dato nuova vita al paese. A testimonianza del terribile evento sismico resta ancora la chiesa parrocchiale con la volta completamente crollata: qui persero la vita la maggior parte degli abitanti: la comunità era raccolta in preghiera, all’alba, per la celebrazione del mercoledì delle ceneri.
  • Il porto vecchio. Consigliamo una passeggiata sul molo, fino in cima: vista dal qui Sanremo è ancora più bella e la Pigna è riconoscibilissima per la sua forma, sovrastata dalla Madonna della Costa. Lungo il molo sono ormeggiati i pescherecci e all’inizio c’è il mercato ittico con i suoi banchetti: qui potrete trovare pesce davvero freschissimo. Non potrete inoltre non notare il Forte di Santa Tecla, costruito dalla Repubblica di Genova per tenere a bada il riottoso popolo sanremese. I cannoni, visibili ancora oggi, erano infatti puntati verso la città e non verso il mare. Oggi all’interno del forte, recentemente ristrutturato, si trova un polo museale.
  • Giardini di Villa Ormond: meraviglioso parco con piante di ogni specie, alcune anche rare. L’ideale per una passeggiata al fresco. All’ingresso potrete inoltre visitare il Floriseum, il museo del fiore per scoprire la storia della floricoltura sanremese.

Ovviamente non perdete l’occasione di visitare le cose più note della città dei fiori: il Casinò, un gioiello dell’arte Liberty; il teatro Ariston, che è possibile visitare accompagnati da una guida ogni sabato mattina; la splendida chiesa  di Cristo Salvatore, di rito ortodosso, fatta costruire dalla nobiltà russa che a fine ottocento scelse la città matuziana per svernare in riviera.

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