In cammino verso la Baia di Ieranto

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Uno dei sentieri più belli della penisola sorrentina, 6 km  complessivi (a/r) percorsi tra storie di miti e leggende, pirati e sirene…

La Baia di Ieranto si trova tra Punta Penna e Punta Campanella. Il suo mare, tra i più  cristallini della penisola, e la sua incontaminata bellezza ne fanno la perla dell’Area Marina Protetta

La macchina fotografica qui è d’obbligo, anche se non siete esperti ma semplici appassionati di fotografia sarà impossibile non immortalare le decine di scorci paesaggistici e naturalistici che faranno da cornice a una giornata splendida in un posto incantevole.

📸Da vedere alla Baia di Ieranto

Il sentiero parte dal villaggio di Nerano, frazione di Massa Lubrense (nella penisola sorrentina): qui coincidenza vuole che proprio accanto al civico n°1 di un’abitazione troverete un cartello che vi indicherà la direzione per via Ieranto.

In una decina di minuti vi ritroverete già a percorrere il sentiero, immersi nel verde tra fitte macchie di vegetazione mediterranea. Subito incontrerete i primi scorci panoramici, con la vista che si apre sulle spiagge di Marina del Cantone, l’isolotto di Vetara e l’arcipelago de Li Galli. Se le condizioni meteo fossero favorevoli poi, aguzzando la vista riuscirete anche a intravedere Punta Licosa.

Più avanti, lungo il sentiero, incontrerete una casina dall’inconfondibile colore rosa: è l’ingresso di “Casa Silentium“, o comunemente chiamata “Villa rosa”, che fu il rifugio e luogo d’ispirazione dello scrittore britannico Norman Douglas. Fu proprio qui, infatti, che egli iniziò la stesura del suo romanzo “La terra delle sirene“. La leggenda infatti narra che, secondo Plinio il vecchio, la Baia di Ieranto (dal greco Ieros, che significa “luogo sacro”) fosse il luogo dove Ulisse, nel suo viaggio di ritorno verso Itaca, incontrò le sirene. 

Accompagnati dall’instancabile canto delle cicale, poco più avanti noterete anche una suggestiva edicola votiva incassata nella roccia con la statuina di una Madonna, alla quale non si può far altro che rendere grazie per lo spettacolo che la natura qui offre.

Il cammino prosegue (mi raccomando fate molte soste, soprattutto se non siete abituati nel praticare trekking o escursionismo!) e tra uno scorcio e l’altro sul mare e la vegetazione, lo sguardo intravedrà una torre. È Torre Montalto, una delle tanti torri di difesa che furono costruite in passato lungo i promontori delle coste sorrentine e amalfitane, in quanto tali zone erano spesso depredate dai pirati saraceni: per proteggersi dagli attacchi e avvertire di un imminente arrivo, gli abitanti della zona fecero costruire queste torri di difesa e avvistamento.

Dopo un piccolo tratto un po’ più roccioso, si giunge sul punto più alto del sentiero, da cui si narra che prendessero il volo le streghe. Attenzione a non sporgersi troppo! Arriverete così al “Crinale di Spirito“, il versante “aperto” a nord est della montagna, con la vista che questa volta si apre sulla vicina Capri e i suoi faraglioni e su Punta Campanella.

A ridosso della Baia, in basso, noterete invece una costruzione con degli archi scavati nella roccia: è l’ex Cava Italsider di roccia calcarea, dove un tempo i minatori sardi erano impegnati per l’estrazione della calce. Questi sentieri quasi sempre in passato erano mulattiere: agricoltori, minatori e altri lavoratori li percorrevano in sella ai loro muli. Dismessa nel 1952 per sottrarla alla speculazione edilizia, la cava fu poi donata dall’Ilva al FAI, il quale oggi vi organizza percorsi didattici, visite botaniche e marine e laboratori per ragazzi.      

Dopo una lunga ma più che piacevole passeggiata, finalmente vi guadagnerete la tanto attesa discesa, che inizia con l’ingresso ufficiale alla Baia, indicata dai cartelli di benvenuto del FAI. In quest’ultimo tratto la macchia mediterranea cederà il posto a una interminabile distesa di ulivi (ma sempre accompagnata dall’incessante canto delle cicale!). Non vi resterà che godervi la discesa lungo la “scala dei minatori” e ascoltare il rumore del mare, ora più vicino, che avverte dell’imminente arrivo alla meta. Anche qui le foto sono un dovere: impossibile non catturare i colori del mare, che si mescolano tra un blu denso e profondo e tonalità di azzurro, contornati dal verde della vegetazione. Qui si intravedrà l’insenatura della grande Baia e della piccola spiaggetta di Capitello alla quale il sentiero conduce.

Arrivati alla baia non vi resterà che godervi il vostro meritato bagno in questa meravigliosa perla di paradiso e rilassarvi a riva: avrete di fronte a voi i faraglioni di Capri. Infine chiudete gli occhi… vi sembrerà di ascoltare davvero il canto delle sirene. Mi raccomando, però, non lasciatevi ammaliare!

💡Dritte BeLocal: la Baia di Ieranto

Qualche raccomandazione per la vostra camminata:

  • Portate con voi tanta acqua, non ci saranno bar, chioschi o fontanelle lungo il percorso.
  • Evitate le ore troppo calde: alcuni tratti, seppur brevi, sono molto esposti al sole.
  • Delle scarpe da trekking sono d’obbligo, meglio se alte fino alla caviglia.
  • Fate sempre brevi soste lungo il sentiero: nonostante siano solo 3 km circa a/r, occorre sempre riprendere un po’ di fiato.
  • Portate con voi un repellente anti-meduse ( in alcuni periodi ce ne sono tante!) e assicuratevi sempre di poter fare il bagno in sicurezza.

Oltre all’escursionismo in sè (e alle innumerevoli foto da scattare), se volete affidarvi a una visita guidata, potrete visitare il sito dedicato del FAI, che spesso organizza anche laboratori didattici per bambini, visite botaniche, birdwatching e percorsi ricreativi.

Inoltre, se siete amanti delle immersioni, vi basta sapere che l’area marina protetta ospita una delle più ricche biodiversità presenti nei nostri territori, in quanto la baia racchiude diverse tipologie di substrati idonei all’insediamento di una ricca varietà di organismi marini. Troverete grotte e anfratti, visibili sia in superficie che in immersione, praterie immense di posidonia che tappezzano i fondali, scogliere rivestite di madrepore e tante tipologie di organismi marini difficili da osservare altrove. Quindi non vi resta che munirvi di maschera e pinne! 

🚗Come arrivare alla Baia di Ieranto

Potrete giungere alla Baia comodamente sia in auto che con lo scooter parcheggiando in piazzetta a Nerano.

Se invece voleste affidarvi ai mezzi pubblici, potreste prendere un autobus da Sorrento, fermandovi al centro del paese di Nerano (non a Marina del Cantone, che è la fermata successiva, l’ultima, dove si trovano le spiagge). Potete chiedere all’autista il piacere di indicarvi la fermata.

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