Chiese, mare e leggende: alla scoperta di Sciacca

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Sciacca è un intreccio di popoli, storia e cultura. Le sue origini si fanno risalire agli arabi, che la chiamarono “Ash-sciaqqah”, la “separante”. Questo nome potrebbe riferirsi alla posizione della città, collocata tra Mazara del Vallo e Agrigento, al confine, cioè, tra due territori e province. Un’altra interpretazione del nome della città lo farebbe derivare dal termine arabo “sciakk”, “fessura”. L’abitato sorgeva infatti su una collina delimitata a est e a ovest dalle cave valli, nelle quali scorrono rispettivamente i torrenti Bagni e Cansalamone, e a sud dalla bianca rupe detta Cammordino, che taglia le acque con un lungo sperone chiamato Coda della volpe.

Nel corso dei secoli diverse sono state le denominazioni: i romani, secondo cui Sciacca significava “ex aqua”, con chiaro riferimento alle ricche sorgenti di acque termali che in ogni tempo hanno reso famoso il luogo, la ribattezzarono prima Thermae Selinuntinae e poi Aquae Labodes. A testimonianza del loro passaggio tutt’oggi rimangono le antiche terme romane. Fenici, Greci, Cartaginesi, Arabi, Normanni, Svevi e Angioini: tutti giunsero a Sciacca, attratti dalle acque termali locali.

Sciacca è anche la città delle leggende: da quella di Dedalo, che si racconta costruì le famose stufe di San Calogero sul Monte Kronio, a quella dell’Isola Ferdinandea, che sbucò dalle acque nel 1831 per poi rinabissarsi dopo poche settimane.

La città è stata anche teatro del cosiddetto Caso di Sciacca, la secolare lotta sanguinosa tra la famiglia dei Luna (catalana) e quella dei Perollo (normanna), in conflitto a causa dell’amore segreto di Giovanni Perollo per Margherita, moglie di Don Artale Luna, ma anche per interessi politici ed economici. La disputa tra le due famiglie sembra essere rimasta impressa nel DNA dei saccensi, gli abitanti della città. A testimonianza di questa epoca rimane l’imponente Castello dei Luna, di matrice medievale, posto nella parte alta e orientale della città e inserito nel perimetro delle antiche Mura di Vega. Queste, in parte ancora esistenti, racchiudono il centro urbano, accessibile ancora oggi attraverso le tre porte rimanenti (delle otto originali): Porta Palermo, che collega Piazza Don Luigi Sturzo con Piazza Guglielmo Marconi e che fu riedificata nel 1753 durante il regno di Carlo III di Borbone, sfoggia delle splendide colonne adornate da un gruppo scultoreo in stile barocco; Porta San Salvatore, del XVI secolo, che si trova in Piazza Carmine, è ricca di bellissime sculture rinascimentali; Porta San Calogero, che dà le spalle all’omonimo monte e funge da ingresso per il quartiere di San Michele, risale del 1536.

Un caleidoscopio di storia, arte, cultura, tradizioni, Sciacca diede i natali a importanti studiosi e pittori come Tommaso Fazello, presbitero, storico e antiquario italiano a cui si deve la scoperta dei siti di Akrai, Selinunte, Eraclea Minoa e del tempio di Zeus Olimpio ad Agrigento. A Fazello sono stati intitolati il liceo classico ed il corso principale del quartiere di San Michele, mentre nelle adiacenze della chiesa di San Domenico è stata posta una statua che lo raffigura. Originario di Sciacca anche il pittore Mariano Rossi, che qui lasciò tante sue opere, soprattutto nelle chiese cittadine delle Giummare (ove è visibile l’Assunzione di Maria Vergine), del Purgatorio (con La Vergine che consola le anime) e di San Francesco di Paola (Madonna della Luce, Sacra Famiglia e Deposizione di Cristo).

📸 Cosa vedere a Sciacca

Per conoscere il centro storico vi consigliamo di lasciare l’auto all’ingresso della città, magari nel Viale delle Terme. Iniziamo con l’ammirare Coda della Volpe, uno dei luoghi più suggestivi che la città di Sciacca offre, un costone naturale in cui tanto tempo fa un pastore genovese decise di scavare un varco per far passare il suo gregge, il Buco di Cammordino. Allo Scoglio di Sant’Elmo, o Rocca Regina, è legato il ricordo di una romantica leggenda con protagonista la normanna Contessa Giulietta, figlia del Gran Conte Ruggero, il liberatore della Sicilia dal dominio arabo. Si narra che Giulietta, innamoratasi perdutamente del cugino, Roberto di Bassebille, non potendo sperare di ottenerlo in sposo dal padre, con lui fuggì e si rifugiò a Sciacca, nella grotta che ancora esiste in cima alla Rocca Sant’Elmo. Qui è tutt’ora visibile una scaletta, scavata nella roccia, che porta alla grotta dove la regina si rifugiò e mise al mondo un figlio. È di questo scoglio la pietra con cui fu realizzata la scogliera a difesa del vecchio porto.

Continuando per corso Vittorio Emanuele, si intravede il maestoso Palazzo Tagliavia San Giacomo, con il suo terrazzo merlato e con il balcone più lungo d’Europa, di origine quattrocentesca. Qui inglobato vi è il Palazzo della Zecca, dove appunto era istituita la zecca che coniò moneta sotto la signoria dei Peralta.

Ancora alcuni passi e si arriva nei pressi del Duomo, oggi Basilica dedicata alla Madonna del Soccorso, la cui statua, attribuita allo scultore Laurana, è collocata nell’altare.  Al suo interno si possono ammirare gli affreschi dipinti da Tommaso Rossi ed una pregevole fonte battesimale, entrambi databili all’anno 1500.

Sul lato sinistro del Duomo troviamo il Museo Scaglione, dimora di Francesco Scaglione, esponente della più dotta borghesia agraria siciliana, cultore di lettere ed arti e collezionista. Nelle sue sale sono conservate pregevoli raccolte di dipinti, incisioni, sculture, maioliche, porcellane, reperti archeologici, monete, coralli, mobili d’artigianato siciliano.

Poco oltre si raggiunge Piazza Scandaliato, punto di riferimento per tutti i cittadini, una grande terrazza che si affaccia sul mare: uno splendido panorama dove il porto, i pescherecci, la costa e i tetti delle case dei quartieri della marina fanno da cornice al mare azzurro, come in una cartolina naturale.

Adiacente alla piazza si trova la chiesa fondata nel 1532 da Tommaso Fazello, con annesso ex convento di San Domenico. Sul lato opposto della piazza, invece, si trova l’ex Collegio dei Gesuiti, oggi sede degli uffici comunali, un antico ed elegante complesso monumentale composto da due atri, uno superiore ed uno inferiore, con colonne, archi e fontane.

Proseguendo per il Corso Vittorio Emanuele, si incontrano l’ex Chiesa di San Gerlando, con il bel portale in pietra e la parte alta del frontale merlato (anch’essa databile attorno al XIV secolo) e la Chiesa di Santa Margherita, in stile gotico-catalano. Con il suo importante portale in marmo bianco e sculture a basso rilievo, opera di Francesco Laurana, è una delle chiese più ricche di Sciacca, esempio di barocco del tempo, oggi sconsacrata. Caratteristici il suo soffitto a cassettoni e l’organo e il tabernacolo lignei.

Nella piazza si erge anche la Chiesa del Carmine, con vanta un rosone gotico del Trecento, diverse tele databili intorno alla metà del Cinquecento e il sarcofago del normanno Gilberto Perollo. Nella stessa piazza fa da sfondo la cinquecentesca Porta San Salvatore, con i due bastioni chiamati rispettivamente del San Salvatore e dell’Alfiere. Salendo ad angolo tra la Via Gerardi e il Corso Vittorio Emanuele incontriamo uno dei più belli e straordinari monumenti di Sciacca, Palazzo Steripinto. Costruito nel Cinquecento, è un palazzo fortificato con una caratteristica facciata ornata da bugne in tufo arenario a forma di diamante, che al variare della luce del giorno crea dei suggestivi effetti d’ombra.

Su per Piazza Marconi, lungo la Via Licata, s’incontra “Lu sciddicaloru”, o  salita S. Michele. Poco più avanti la Torre del Pardo e per via San Cataldo ci si imbatte nella Chiesa di San Nicolò La Latina, la chiesa più antica di Sciacca, eretta  tra il 1100 e il 1136 dalla contessa Giulietta. Questa chiesa rappresenta uno dei più interessanti esempi di quell’arte siculo bizantina che, ricca di elementi d’arte islamica, fiorì sotto la dominazione normanna. Percorrendo la salita, caratterizzata da numerosi vicoli e cortili, si raggiunge l’antico borgo musulmano del quartiere San Michele, con la sua chiesa dedicata appunto a San Michele Arcangelo. Nella stessa piazza si può visitare la Chiesa di Santa Maria dell’Itria, annessa al monastero chiamato “Badia Grande”. 

Infine, da non perdere il Castello Incantato di Filippo Bentivegna, un luogo del tutto singolare, popolato da migliaia di teste scolpite sulle rocce, sui rami e sui tronchi degli ulivi. 

💡 Sciacca: dritte BeLocal

Sono diverse le sagre e le feste locali imperdibili per chi si trova nei pressi di Sciacca. Durante il Carnevale gruppi in maschera e carri allegorici illuminano il centro storico: si tratta di una tradizione ultracentenaria, tra salsiccia, vino e la maschera tipica di Sciacca, Peppi Nappa.

La processione della Madonna del Soccorso si svolge tra il 2 febbraio e il 15 agosto di ogni anno. Il simulacro viene portato in spalla dai marinai per le vie della città, in segno di devozione e grazia ricevuta.

La Sagra del Mare o Festa di San Pietro si celebra invece a fine giugno: con questa viene inaugurata l’estate, con padellate di pesce fritto e specialità culinarie a base di pesce.

Sono poi numerosi i tour organizzati per i turisti in visita alla città, come la visita delle 34 chiese, le passeggiate archeologiche alla scoperta della necropoli di Tranchina o di Grattavoli, la visita al Dolmen, le immersioni e il foto safari subacqueo.

🍝 Da provare a Sciacca

Sciacca, con il suo porto e le sue tante barche, non può non offrire il meglio del pescato locale. Con originalità e cura degli antichi sapori, in città vengono proposti piatti come l’antica minestra con le sarde dell’Hostaria del Vicolo o il gamberetto rosa di Sciacca marinato al pompelmo rosa all’Hostaria della Vittoria.

Non dimenticate però di assaggiare le “cucchitelle”, pasticcini di pasta di mandorle farciti con zucca verde che potete provare al Bar del Corso, o l’Ova Murina, un dolce creato dalle monache di clausura per sostituire i cannoli di ricotta d’estate e che potete gustare alla pasticceria La Favola.

🏡 Dove alloggiare a Sciacca

Diversi sono i bed&breakfast in centro a Sciacca. Se volete immergervi nella Sciacca araba, tra vicoli e stradine, cortili e palazzi antichi, potete scegliere La Finestra sul Cortile, struttura di nuova costruzione all’interno del seicentesco Palazzo Quartararo, in via Quartararo 12.


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