Nardò: archeologia, arte e natura nel Salento più suggestivo

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Sulla direttrice tra Lecce e Gallipoli, sul versante ionico della penisola salentina, incontriamo la città di Nardò, il maggior centro della provincia di Lecce dopo il capoluogo.

Il territorio di quella che fu la romana Neretum si snoda tra le campagne e il mare per un tratto di costa di ben 22 km, comprendendo alcuni dei tratti paesaggistici più belli di tutto il Salento: borghi marini come Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, aree marine protette come Porto Selvaggio e Palude del Capitano, le alte scogliere di Torre Uluzzo e l’insenatura di Sant’Isidoro.

Quella di Nardò è una terra che trasuda storia e fascino: la sua fertile campagna, che si estende a nord fino al confine con la provincia di Taranto, è compresa nell’area dell’Arneo, legata alle vicende delle lotte contadine degli anni Cinquanta del Novecento, ma è anche un luogo fondamentale per lo studio della preistoria, come testimoniano i ritrovamenti fatti nel distretto archeologico di Porto Selvaggio. Tra di essi spiccano quelli della Grotta del Cavallo: tutta l’area di Porto Selvaggio e Palude del Capitano custodisce, infatti, una seria di siti che testimoniano uno dei passaggi più importanti della preistoria europea, quello della transizione da uomo di Neanderthal a Homo Sapiens.

Nardò profuma di mare e di terra: la vasta campagna che si estende tra la città e le sue marine è disseminata di antiche masserie fortificate (molte risalenti al XVI e al XVIII secolo), strutture allo stesso tempo economiche e difensive, simboli di una antica storia agricola e baluardo della difesa del territorio salentino dalle incursioni nemiche, principalmente turche. Lo testimoniano le numerose torri costiere di avvistamento che sorgono lungo la costa.

📸 Da vedere a Nardò

Il centro storico di Nardò è un gioiello barocco che si apre dal cuore di piazza Salandra ed è inglobato nella cinta muraria di origine tardo-quattrocentesca. La piazza offre un bellissimo colpo d’occhio ed è circondata da eleganti abitazioni arricchite da caratteristici balconi, da edifici sacri e dal Sedile, luogo in cui si riuniva il parlamento cittadino, costruito tra il Cinquecento e il Seicento.

Camminare per le vie del centro storico significa passare accanto a chiese, conventi e palazzi dalle facciate di pietra locale ricamata, frutto per la maggior parte della ricostruzione architettonica settecentesca seguita al devastante terremoto del 1743. Da non perdere la Chiesa e il Convento dei Domenicani, la Chiesa del Carmine,la Cattedrale dedicata all’Assunta e il Castello di epoca aragonese, che è oggi la sede del Municipio, con l’attiguo giardino botanico. Merita una visita il Museo della Preistoria (nell’ex Convento dei Francescani) per fare un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta delle radici dell’Homo Sapiens.

Il nostro consiglio è di partire da piazza Salandra ed esplorare il centro storico nelle varie direzioni. Lungo via De Pandi, non lontano dalla Chiesa di San Domenico, si trova la barocca Chiesa di San Giuseppe. Proseguendo verso il castello aragonese, in via Lata, ad un certo punto ammiriamo sulla destra un palazzo storico incorniciato da un bellissimo portale con un mignano (l’imponente balcone sovrastante) riccamente decorato che ospita oggi un moderno relais.  

È d’obbligo percorrere tutta la litoranea neretina fermandosi ad ammirare alcuni luoghi strategici. Il borgo marinaro di Santa Maria al Bagno era l’antico porto romano della città (emporium nauna) ed è oggi molto apprezzato come località balneare grazie alla sua caratteristica piazzetta, ricavata in una insenatura affacciata verso il tramonto, ai resti della cinquecentesca Torre del Fiume (oggi detta Quattro Colonne) e al Museo della Memoria e dell’Accoglienza, che raccoglie le testimonianze della permanenza a Santa Maria al Bagno di ebrei sopravvissuti all’orrore dei campi di sterminio della seconda guerra mondiale.

La marina di Santa Caterina è dominata dall’imponente Torre dell’Alto, che offre una vista mozzafiato sul Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e su tutta la baia di Gallipoli. L’insenatura di Torre Uluzzo, nome volgare dell’asfodelo, custodisce, tra le alte scogliere rocciose e le millenarie cavità rupestri, i segreti della storia dell’uomo, ma è anche un luogo mistico, da cui perdersi nell’immensità del mare che si apre di fronte nel silenzio interrotto solo dal vento. Lungo la strada che porta da Santa Caterina verso Nardò, nella località delle Cenate si possono ammirare antiche ville e dimore storiche in stile eclettico costruite tra fine Settecento e inizio Novecento che rappresentano dei veri e propri gioielli architettonici.

💡 Nardò: dritte BeLocal

Immancabile l’escursione nella pineta del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e, in estate, il bagno nella sua meravigliosa insenatura dall’acqua cristallina e ricca di sorgenti di acqua dolce e fredda che arrivano dalle rocce del sottosuolo. Porto Selvaggio è sicuramente uno dei luoghi più belli di tutto il Salento, un angolo di natura incontaminata, un posto dove trascorrere un’intera giornata di relax con gli amici o la famiglia.

Dal momento che il percorso è in discesa e lungo circa 1,5 km a piedi, consigliamo di indossare sempre scarpe da ginnastica, di portare con sé dell’acqua per il tragitto e di usare scarpette da scoglio per fare il bagno. Per chi arriva in auto, è possibile lasciarla nel grande parcheggio situato nei pressi della pineta lungo la strada principale e da lì prendere la navetta a pagamento oppure decidere di percorrere tutto il tragitto a piedi.

Un rito estivo quotidiano per chi vive in zona è, al ritorno dal mare, l’aperitivo vista tramonto al Km Zero, un chiosco bar sulla scogliera appena fuori da Santa Maria al Bagno, oppure il mojito e la pizza fritta al Barrueco, storico locale con tavoli che guardano il mare a Santa Caterina.

🧀 Da provare a Nardò

Da Masseria Brusca si comprano i prodotti tipici a km zero come il formaggio, la ricotta, le uova, i legumi, il miele, il vino, l’olio e la ricotta “scante”, cioè la ricotta forte, piccante, una delle cose più tipiche del Salento, che si usa sulla pasta fatta in casa condita con il sugo di pomodoro. Masseria Brusca è una delle più belle masserie fortificate del XVI secolo, immersa nella campagna a metà strada tra il mare e la città, assolutamente da non perdere.

Nel cuore del centro storico di Nardò, in una stradina costeggiata da bellissimi palazzi antichi, è possibile cenare gustando ottimi piatti locali (soprattutto a base di pesce) nel ristorante La dispensa dei raccomandati.

Per acquistare gustosissimi frutti di mare e degustare un aperitivo o una cena vista tramonto consigliamo la pescheria con ristorante Blu Mare a Sant’Isidoro.

Immancabile l’aperitivo al bar Gabbiano e il caffè seduti in piazza Salandra nello storico Caffè Parisi.

🏠 Dove dormire a Nardò

A Casa Aurora apartment ci si sente come a casa… Un appartamento in un piccolo residence con piscina inserito in un contesto molto tranquillo, ma in un’ottima posizione per andare alla scoperta del Salento e a pochi minuti a piedi dalla piazzetta di Santa Maria al Bagno. Un valore aggiunto: dalla terrazza attrezzata si goda la vista sulla baia di Gallipoli, che è a pochi minuti di macchina!

🚗 Come arrivare a Nardò

Il modo migliore per raggiungere Nardò è con l’auto, imboccando da Lecce la strada statale SS101, Lecce – Gallipoli. Durante i mesi estivi è attivo il servizio Salento in bus, che collega tutti i centri costieri salentini tra loro e con i principali comuni della provincia.

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