Il confine e i suoi segreti: Paluzza

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Il fischio mattutino delle marmotte, l’odore genuino del fieno, l’aria fresca che ti riempie i polmoni mentre gusti il sapore unico dei prodotti d’alpeggio, con lo sguardo immerso nei colori accesi di una montagna incontaminata: questo sarà il tuo risveglio a Paluzza.

Là, dove un secolo fa tuonavano i fucili della Grande Guerra, ora regna il più rilassante dei silenzi.

Oltre a essere terra di olimpionici e meta ambita per gli amanti dell’arrampicata, Paluzza è anche custode di secolari segreti culinari, nonché luogo in cui si può ancora vivere la montagna nella sua vera essenza. Cultura, passeggiate, buon cibo, relax e tanto altro ancora. 

Devi solo scegliere.

📷 Da vedere a Paluzza

A prescindere da quali siano le tue necessità, una volta giunto in paese il consiglio è di fare tappa all’Ufficio Turistico di Paluzza: qui ti verranno forniti tutti gli aiuti e i suggerimenti per sfruttare al meglio il tuo soggiorno.

Se sei un amante del trekking o delle passeggiate le opportunità non mancano: i percorsi più ambiti sono quella della Prima Guerra Mondiale, che attraversano varie montagne e conducono alle cime che furono protagoniste di una proibitiva guerra di trincea.

Arrivato sulle vette dei monti Pal Piccolo (1866m) e Freikofel (1757m) troverai il Museo all’aperto composto da trincee, accampamenti e altre testimonianze di quello che è stato il principale palcoscenico dei combattimenti tra Italiani e Austro-Ungarici. Le vicende di quei giorni sono riassunte all’interno del Museo della Grande Guerra di Timau, la frazione di Paluzza più vicina al conflitto.

Le vette da raggiungere sono diverse e i percorsi ricchi di soprese.

Ad esempio, prima di arrivare in cima al Monte Paularo (2043m) potrai ammirare i colori di uno dei più bei laghi in quota della Carnia, il Lago Dimon, mentre se la tua meta è la Creta di Timau (2218m) a sorprenderti sarà un altro lago, quello di Avostanis (1936m), il quale è protetto da una delle falesie più ricercate dagli amanti dell’arrampicata (assieme a quelle che circondano il Passo di Monte Croce Carnico).

Dall’altopiano di Pramosio (o Promosio, 1521m), dove troverai l’omonima Malga, vedrai l’Alta Val But dall’alto come se stessi guardando una mappa, mentre se salirai sul Monte Terzo (2034m) potrai fermarti presso Malga Lavareit e ammirare di fronte a te la maestosità dei monti della guerra, mentre ti gusti un buon bicchiere di vino.

Tipica infine è anche l’escursione che da Timau porta al Rifugio Marinelli (2120m slm). 

Non  mancano poi i percorsi a bassa quota che collegano i borghi e le frazioni del paese, i quali conducono a diverse chiesette, cappelle votive e altri luoghi di carattere storico. Il più significativo e amato da tutti però è la Torre Moscarda, posta sulla sponda sinistra del fiume Bût, a pochi passi dalla frazione di Casteons.

Ultima testimonianza del sistema difensivo Castrum Moscardum e simbolo del Comune di Paluzza, la “Torate” (come la chiamano affettuosamente i locali) veglia da secoli sugli abitanti del paese, con lo sguardo triste volto verso la sponda opposta del fiume dove, fino a un secolo prima, si trovava la torre gemella.

Durante l’inverno invece un must di Paluzza sono i Laghetti di Timau, complesso di piste per lo sci di fondo, dove in gioventù tutti i bambini del luogo sono passati almeno una volta e in cui si sono allenati (e si allenano ancora) atleti olimpici e olimpionici, tra cui fratelli paluzzani Manuela e Giorgio di Centa.

Per gli amanti dello sci di discesa invece Paluzza dista pochi minuti dal comprensorio del Monte Zoncolan, che d’estate si trasforma in una meta ricercata dai ciclisti più temerari.

💡 Paluzza: dritte belocal

Il momento chiave dell’anno è il Palio das Cjarogiules, durante il quale gli abitanti della zona si dividono per rappresentare la propria borgata di appartenenza, con una serie di competizioni di stampo storico che coinvolgono bambini, donne e uomini e che culminano nella corsa finale con le Cjarogiules (slitte tipiche di legno che poggiano su ruote caricate con un quintale di legna), il cui risultato determina il vincitore della sfida.

Proprio la squadra campione custodirà Il Palio (lo stendardo) per un anno intero presso la propria borgata. L’evento è anche un’ottima occasione per gustare le diverse varianti dei piatti tipici locali spostandosi tra chioschi della varie borgate.

La figura della donna a Paluzza ha avuto un importanza incredibile: durante la Prima Guerra Mondiale le donne del luogo partivano da paese con sulle spalle una gerla carica di munizioni, vettovaglie, preghiere e speranza,  e attraversavano gli impervi sentieri della zona, d’estate e d’inverno, per rifornire i soldati italiani impegnati al fronte sulle vette delle montagne circostanti.

Proprio per questo motivo vennero chiamate “Portatrici carniche” e a una di loro, Maria Plozner Mentil, è dedicata l’ex caserma locale, l’unica in tutta Italia e essere intitolata a una figura femminile. Se ti interessa la storia locale, potrai apprendere al meglio queste vicende ripercorrendo personalmente i passi di queste madri, figlie, sorelle, mogli e fidanzate gettate in una guerra che non spettava loro. Le testimonianze a riguardo non mancano di sicuro.

🍝 Da provare a Paluzza

In Carnia la conoscenza delle erbe di campo si tramanda di madre in figlia: questi prodotti vengono scelti rigorosamente in base alla stagione e combinati dando vita a piatti molto saporiti.

Se apprezzi i distillati, inoltre, troverai una vasta scelta di grappe fatte in casa proprio con queste erbe (ma non solo). Che sia estate o inverno, il cibo che assaggerai sarà sempre sostanzioso e dal sapore intenso. Alcuni esempi sono il Frico, cavallo di battaglia friulano e carnico a base di patate, formaggio e cipolla, o ancora la selvaggina, cucinata con i più svariati tipo di cottura.

Non puoi perderti poi i prodotti e formaggi d’alpeggio, che puoi trovare o acquistare in entrambe le maghe della zona. 

Ma la chiave della cucina carnica è senza dubbio Sua Maestà il Cjarson: si tratta di particolari ravioli il cui ripieno (pastùm) varia di paese in paese e di famiglia in famiglia e la cui ricetta è custodita gelosamente in ogni casa. Tra gli ingredienti più comuni troviamo un mix erbe, uva passa, cannella ma anche cioccolata, marmellata o rum, a seconda della variante che stai assaggiando.

Una delle battaglie più antiche in Carnia riguarda proprio la classificazione dei cjarsons (anche in base al ripieno): per alcuni sono un primo piatto, per altri invece un dolce. A Paluzza non si discute: il Cjarson è da sempre un primo.

🏘️ Dove alloggiare a Paluzza

Se vuoi immergerti appieno nella vacanza il consiglio è di pernottare presso una delle strutture dell’Albergo Diffuso La Marmote di Paluzza.

he ti piacciano gli alloggi in legno, pietra o stile antico oppure che tu preferisca un arredamento più moderno, avrai la possibilità di scegliere tra 21 alloggi posti in 10 diverse strutture, per vivere ancora più da local la tua esperienza. Questa soluzione è ideale anche se viaggi con l’amico a quattro zampe al seguito, in quanto la struttura è anche certificata sul dogwelcome.it!

Se invece sei alla ricerca di un soggiorno classico puoi sempre prenotare una camera presso uno degli alberghi del comune, scegliendo tra l’Albergo Italia e l’ Hotel Galles a Paluzza, l’Albergo Al Cacciatore nella frazione di Cleulis o ancora Da Otto, nella frazione di Timau.

Inoltre le malghe e i rifugi della zona (compresi comuni limitrofi) spesso offrono anche la possibilità di fermarsi a dormire durante la notte; questo è utile soprattutto se hai in programma escursioni che richiedono più di un giorno di camminata per essere concluse.

Come arrivare a Paluzza

Se viaggi in auto, da Udine prosegui sulla A23 direzione Nord fino all’uscita “Carnia Tolmezzo”. Da qui altri 20km su strada extraurbana direzione Paluzza e sarai destinazione.

Se invece ti muovi con i mezzi pubblici, da Udine prendete il pullman direzione Tolmezzo. Arrivato in stazione a Tolmezzo cambia prendendo il pullman direzione Timau che ferma a Paluzza.

Infine,se arrivate dall’Austria, Paluzza è il primo comune subito dopo il Passo di Monte Croce Carnico.

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