Il Decennio del Mare: un’occasione per cambiare rotta verso la sostenibilità ambientale e sociale

[a cura di Erika Stellini]

Una decade interamente dedicata all’amico che accomuna ogni abitante del Pianeta, il Mare. Regolazione climatica, produzione di ossigeno e assorbimento di anidride carbonica sono solo alcuni dei regali che il nostro Oceano ci fa, senza chiedere nulla in cambio. Ma la sua salute dipende dalle nostre abitudini e con tutti i doni che offre abbiamo il dovere di proteggerlo e salvaguardalo.

♻️ Sostenibilità: l’equilibrio tra noi e l’ambiente

Negli ultimi tempi la sensibilità riguardo le tematiche ambientali, soprattutto riguardo il cambiamento climatico, è cresciuta, ma ogni anno si infrange qualche terribile record: ondate di caldo anomalo, scioglimento dei ghiacciai e devastanti eventi meteorologici si abbattono sul nostro Pianeta. Il cambiamento climatico è conosciuto da anni e le prime disastrose previsioni si sono date quasi 200 anni fa, con modelli di studio arcaici e rimasti inascoltati a lungo, ma che con il tempo si sono rivelati veritieri. Pur essendo a conoscenza dei problemi a cui la Terra è soggetta, in particolare l’innalzamento della temperatura provocato dai gas serra, invece di ridurne la creazione se ne continua a emettere: nel 2019 le Nazioni Unite hanno dichiarato che il mondo ha emesso il 50% di CO2in più rispetto al 2000.

Il rischio più grande quando si parla di sostenibilità ambientale è cadere in luoghi comuni accomunati da irrazionalità, disinteresse e disinformazione. L’irrazionalità porta a credere, per esempio, che basta comprare un’automobile elettrica per aiutare l’ambiente, senza pensare che il nostro mezzo è sostenibile solo nel momento in cui l’intera filiera di produzione è sostenibile, cioè che nulla durante la creazione vada a nuocere l’uomo né l’ambiente. Il disinteresse entra in gioco quando, invece, si crede che il cambiamento climatico sia lontano perché è l’Australia che brucia, non l’Europa: peccato che gli incendi tra fine 2019 e inizio 2020 in Australia abbiano provocato la produzione di oltre 300 milioni di tonnellate di CO2, che non nuoce solo agli australiani, ma a tutto il mondo. Ultima, ma non meno importante, la disinformazione, figlia del tempo in cui viviamo: questo accade quando si pensa erroneamente che gli inverni con neve anche a basse quote siano la prova del fatto che se il riscaldamento globale esistesse avremmo delle eterne estati. 

💙 Mare, il nostro amico comune da proteggere

Dire che la Terra sia coperta d’acqua sembra una contraddizione, eppure il 70% della superficie del nostro Pianeta è ricoperta dal mare, che offre dimora dell’80% delle specie viventi presenti sulla Terra. Il mare ci dona il 50% della O2 che respiriamo, assorbe di circa 13 della CO2 presente nell’atmosfera e gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del clima, grazie alle correnti marine che trasportano calore. Più in generale, l’oceano è fonte di sostentamento per milioni di persone e offre lavoro per oltre 3 milioni di persone che contano su di esso anche come fonte di energia: basti pensare che, se l’oceano fosse un paese, sarebbe la 7ª economia a livello mondiale. Il regalo più grande che il mare ci fa è la connessione con ogni essere vivente presente sul nostro Pianeta perché anche se viene chiamato con nomi diversi, l’Oceano è unico e viene condiviso dall’umanità intera: tutti, quindi, hanno il dovere e la responsabilità di proteggerlo e salvaguardalo. 

L’uomo, però, in poco tempo è riuscito a cambiare il mare, che è diventato più caldo, più acido e si è impoverito di O2: i cambiamenti climatici che ne derivano sono devastanti perché a essi si vanno a sommare problematiche quali la perdita di biodiversità, l’inquinamento e la sovrappesca. Ma abbiamo ancora una chance per trovare una soluzione. 

🌊 Il Decennio del Mare: la nostra occasione per cambiare

Oltre ad avere un amico in comune, dobbiamo avere anche un compito ben preciso da condividere perché le scelte che prenderemo con i nostri comportamenti e le nostre abitudini nei prossimi 10 anni avranno un grande impatto per i secoli a venire. 

Non c’è più tempo da perdere incorrendo in errori già commessi, soprattutto dal punto di vista comunicativo e informativo: nascono così il desiderio e l’urgenza di comunicare un impegno da prendere che sia condiviso dall’opinione pubblica, dai portatori di interesse e dai cittadini, per poter essere tutti consapevoli delle azioni da compiere per poter migliorare l’ambiente

È nel dicembre del 2017 che il Decennio del Mare vede la luce, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la proposta della Commissione Oceanografica di dedicare il decennio 2021-2030 proprio al Mare, in particolare dichiara il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile. Arte, scienza, settore pubblico e privato, imprese e ONGs si propongono di lavorare insieme proprio per tutelare il mare. In linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare con l’inserimento del 14esimo obiettivo, l’Italia ha svolto, e continuerà a svolgere, un ruolo fondamentale, proponendo un grande evento di presentazione del Decennio del Mare preceduto da una grande campagna di comunicazione studiata dal punto di vista quantitativo e qualitativo, partendo da studi del target da raggiungere, fino ad arrivare all’ideazione di una precisa strategia social che coinvolgesse attivamente gli utenti. 

La nostra occasione per agire è oggi e il nostro mare, proprio il nostro, quello che bagna la nostra penisola da nord a sud, ci ricorda che dobbiamo essere uniti per cambiare le cose. Non a caso, Mediterraneo deriva dal latino mediterraneum che significa «in mezzo alla terra», come a ricordarci che il mare, pur essendo in mezzo alle terre, è un ponte che unisce e non un muro che divide.

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