Rufioi di Costeggiola e Torta di San Biagio

[Food Local sillaepepe]

Oggi condivido con voi due specialità gastronomiche a cui sono molto legata e che si preparano in questo periodo dell’anno di cui ho parlato anche sul mio blog.

Rufioi di Costeggiola – Soave, VR

Siamo a Costeggiola nella frazione di Soave, borgo della provincia di Verona. Località di poche anime che nei giorni della festa di San’Antonio Abate si riuniscono nel Comitato per la preparazione di questi dolci tipici veronesi. Da metà del ‘900 la preparazione dei Rufioi a Costeggiola infatti è abbinata alla festa del santo patrono che si festeggia a metà gennaio.

Il nome Rufioi deriva dal latino “raviolus” proprio per la loro tipica forma di raviolo. L’origine di questi dolci tipici si perde nel tempo, la prima ricetta compare già nell’ 800 nel nord Italia tra le regioni del Friuli e del Veneto. Nati come tortelli dolci ripieni, ognuno nel tempo ha modificato, secondo le proprie tradizioni, l’impasto e il squisito ripieno.

Si tratta di una sfoglia sottile al cui centro si mette un ripieno di amaretti, uvetta, cedro, e frutta secca tritata. Ripiegata su se stessa e chiusa come fosse un raviolo.

Torta di San Biagio di Cavriana – Mantova

Sforiamo nel territorio lombardo ma di poco. Questa torta me l’ha fatta conoscere un’amica di Cavriana che me l’ha voluta donare come si usa fare per tradizione. Infatti questa torta non si deve comprare ma deve essere regalata in segno di buon auspicio.

Si prepara per tradizione ai primi di febbraio durante la festa del Santo Patrono di Cavriana, piccolo paese del territorio di Mantova.

La torta ha la consistenza della frolla preparata però senza uova né lievito, quindi rimane bassa e friabile, ma con un goloso ripieno di mandorle e cioccolato.

Nel territorio attorno Cavriana un tempo erano i mandorli a colorare il paesaggio. Mandorle dal gusto particolare ed intenso, tanto da essere ritenute afrodisiache. Nei mesi invernali i Gonzaga ne acquistavano grandi quantità per deliziare il palato degli ospiti a corte.

Si racconta che le donne cavrianesi, per fare colpo sulla delegazione di cuochi del Re francese Luigi XIII, crearono una torta dedicata alla Regina con gli ingredienti che avevano sotto mano: le mandorle, appunto.

Da elementi semplici nacque un dolce dal gusto deciso ma equilibrato: rustico come la terra da cui proviene, ma allo stesso tempo raffinato come la regina a cui era destinato.

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