Pecetto Torinese: il paese delle ciliegie (e non solo)

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Situato in provincia di Torino, Pecetto Torinese è un paesino di ca 3800 abitanti che svetta su un declivio delle colline a sud-est del capoluogo piemontese, idealmente posto alle spalle della chiesa torinese della Gran Madre.

Se lo si raggiunge proprio dalla collina, lo si scorge improvvisamente, dopo una curva, da quella che da sempre i pecettesi definiscono la sua “balconata”, un rettilineo che conduce al centro del paese, con sullo sfondo tutta la catena delle Alpi e il Monviso al centro.

Nelle mattine invernali la luce che arriva da est colora di rosa i tetti e le facciate delle case del centro storico, allungandosi fino a tingere di rosa la vetta del Monviso; ugualmente, se si rientra da Torino al tramonto, si rimane affascinati dal cielo che pare infuocato proprio dietro la cima di sua Maestà il Viso!

Situata a 400 metri di altitudine, Pecetto è da sempre il paese delle ciliegie, la cui festa ricorre la prima settimana di giugno e che ormai da più di 100 anni dà lustro al paese. Ettari di campi coltivati a ciliegio infatti caratterizzano la morfologia della zona, e intere generazioni di coltivatori hanno fatto sì che le nostre ciliegie siano ancora oggi tra le più buone e famose d’Italia, tanto da essere usate per molte ricette locali e esportate ovunque. Persino la ormai nota trasmissione Master Chef le ha utilizzate come ingrediente principe nelle ricette a base di ciliegie.

📷 Da vedere a Pecetto Torinese

Tuttavia Pecetto non è solo il paese delle ciliegie e non è conosciuta solo per questo frutto prelibato.

Fondato ufficialmente intorno al XIII secolo, come emanazione della vicina Chieri, pare che la sua nascita risalga tra il 1224 e il 1227, quando i suoi abitanti – ben 73 – giurarono di offrire a Chieri prestazioni militari, la manutenzione dei fossati e il pagamento di una tassa annuale. Per molti anni coinvolta nelle scaramucce dei comuni limitrofi e tra due fazioni chieresi, si deve arrivare in epoca rinascimentale per vedere Pecetto sottrarsi all’egemonia spagnola, quando i pecettesi chiesero esplicitamente di diventare sudditi di Torino. Così venne chiamato Pecetto Torinese.

Uno degli edifici più antichi e preziosi di Pecetto è senz’altro la Chiesa di S.Sebastiano, risalente al 1200 e collocata su un piccolo poggio all’ingresso del cimitero comunale, incorniciata  da due vecchi cipressi che sono diventati parte della sua iconografia. Di stile romanico-gotico, al suo interno presenta tre navate ed è impreziosita da un gran numero di affreschi risalenti ai secoli XV e XVI, sapientemente riportati al loro antico splendore da una lunga opera di restauro tra il 2003 e il 2009.

Al centro del paese, sulla sommità più elevata, si trova la parrocchia S. Maria della Neve, costruita tra il 1739 e il 1742 su progetto del ben noto architetto Bernardo Antonio Vittone; ai suoi lati svetta il campanile e la torre medievale del Ricetto, risalente al XIII secolo e sulla cui cima, ancora oggi, si trova un vecchio mandorlo che la rende unica e riconoscibile, mentre ci si avvicina a Pecetto arrivando da Moncalieri e Revigliasco. In primavera la sua candida e abbondante fioritura ingentilisce l’austerità della torre come un delizioso cappellino fiorito.

All’interno della chiesa parrocchiale vi sono molti affreschi e un antico organo, anch’esso oggetto di restauro alla fine degli anni ’90.

Scendendo le scale dal sagrato, sulla piazza del paese, fino a pochi anni fa si potevano ammirare due enormi castagni secolari che ombreggiavano d’estate l’area; ora, con molto rammarico degli abitanti del paese, ne è rimasto solo uno a causa di una malattia.  Dalla piazza si accede ad un’altra antica chiesa, detta dei Battù, risalente al 1600 e ora sconsacrata, di cui rimangono eleganti stucchi a suggerire la ricchezza dell’allestimento originale.

Due parole vanno assolutamente spese anche sull’Eremo dei Camaldolesi, in cima al colle dell’Eremo appunto: una costruzione ad uso conventuale voluta da Carlo Emanuele I di Savoia come voto se fosse finita la peste che aveva colpito la zona. Immerso in un parco ricco di cipressi, pini e cedri, per due secoli il monastero ospitò molti monaci, una bella biblioteca e diverse opere d’arte. 

Lasciata in stato di abbandono per molti secoli, oggi i resti sono stati demoliti e al suo posto sorge un edificio che ospita una casa per anziani.

Un’altra particolarità degna di nota è il cinquecentenario cedro del Libano all’interno della proprietà privata di Villa Talucchi Pallavicini; ben visibile dalla strada principale del paese (anche perché svetta fiero sullo sfondo del Monviso), questo “grande vecchio” pecettese faceva parte di un vecchio complesso conventuale. Ora è tutelato dal Corpo Forestale dello Stato e ammirato di tanto in tanto da studiosi e amanti del genere.

💡 Pecetto Torinese: dritte BeLocal

Se dovessi suggerire un periodo in cui far visita a Pecetto, non avrei dubbi nel dire che la primavera è senz’altro il periodo ideale per conoscere questo ridente paesino sulla collina di Torino. 

Si inizia ai primi di maggio, con la storica camminata gastronomica tra i ciliegi in fiore, che consiste in un percorso tra le colline e i filari dei ciliegi in fiore, quest’anno arrivata alla sua 105esima edizione, che consiste in un percorso tra i filari dei ciliegi in fiore ed caratterizzata da diversi punti ristoro in cui vengono offerti panini alle acciughe, cioccolata calda, pane e salame e tanto altro. E’ un bellissimo percorso che si estende per circa 9 km, da fare in famiglia o con gli amici: un’occasione imperdibile per ammirare l’esplosione dei fiori bianchi dei ciliegi e la bellezza del paesaggio collinare, col Monviso che domina lo sfondo. Ogni anno migliaia di persone da ogni dove si danno appuntamento qui per correre o camminare in uno scenario suggestivo.

I primi di giugno c’è la Festa delle Ciliegie, durante la quale, per qualche weekend, le strade del paese sono invase da bancarelle di ogni tipo e viene eletta La Bella Ceresera, figura tipica folcloristica del paese; inoltre si compete per la composizione più spettacolare, fatta con le ciliegie più belle.

Se invece volete visitare Pecetto Torinese d’inverno, vi suggerisco di non perdervi il bellissimo Presepe Vivente, che ogni anno si tiene la notte di Natale nel parco di Villa S. Cuore, adiacente alla chiesa parrocchiale e da cui si gode un panorama mozzafiato sulla vicina Revigliasco e sulla pianura. Per tutta la sera vengono cantati cori natalizi, riprodotti antichi mestieri nei costumi dell’epoca e, alla fine del percorso, si può ammirare il Gesù Bambino vivente nella grotta allestita appositamente dalla Pro Loco. Un appuntamento per tutti i pecettesi e i curiosi che vogliono rivivere la nascita di Gesù.

Una chicca degli ultimi anni è invece un altro presepe, ideato e realizzato interamente da una coppia che è quasi un’istituzione qui, Baba e Gigi: impegnati da sempre in tutto ciò che è valorizzazione e promozione del paese, da qualche anno allestiscono nella centralissima via Costi il Presepe del Traü, sopra un vecchio tronco appunto (una panchina dove gli abitanti della via si riuniscono nelle sere d’estate a fare quattro chiacchiere).

Anche grazie all’aiuto dei volonterosi vicini di casa, ecco che a fine novembre iniziano a comparire un bel cielo stellato addossato al muro della casa sul quale il vecchio trave si appoggia, molte statue ad altezza naturale fatte con il compensato e dipinte da loro stessi e una grande stella cometa che sovrasta un portale che conduce ad un cortile interno.

Tutti i muri della via vengono addobbati con rami di abete e decine metri di lucine attaccate alle finestre. Infine tante stelle dorate vengono dipinte sull’asfalto dai bimbi di Via Costi, rendendo questo presepe molto visitato e celebre nei dintorni. Infatti, per tutto il mese di dicembre, chiunque imbocchi quella via è colto da un’atmosfera magica, tra cori natalizi registrati e calde lucine. Il Papa stesso, a cui è stata inviata una bella lettera con tanto di foto, ha risposto con una benedizione che puntualmente viene affissa al presepe.

In primavera ed estate, se amate il golf, c’è da segnalare che a Pecetto si trova uno dei più bei campi da golf a 9 buche del Piemonte, che ospita anche un bell’hotel di charme con piscina per i turisti in transito.

🍝 Da provare a Pecetto Torinese

Molte sono le prelibatezze culinarie da gustare a Pecetto, soprattutto nella gastronomia al centro del paese, dove Piera e suo marito (Il pastificio Tabasso) riproducono magistralmente i vecchi piatti della tradizione, come gli agnolotti del plin, l’insalata russa, le acciughe al verde…il sabato e la domenica c’è la fila fuori, ma ne vale la pena!

Per mangiare bene c’è la Trattoria le tre A nella vicina frazione di S. Pietro,  dove si può anche gustare un fritto di pesce notevole, oppure lo storico Pilone del Lupo, da anni gestito dalla stessa famiglia e situato all’inizio del paese.

🏡 Dove alloggiare a Pecetto Torinese

Oltre alla già citata Hostellerie du golf, Pecetto dispone di un certo numero di bed and breakfast, come per esempio Le Arnelle, ricavato in un’antica e signorile villa in collina, che domina il paese e con vista sulla catena delle Alpi, un luogo incantevole; oppure il bed and brakfast Ciliegissima, dotato di piscina; o il Su in collina, nel pieno centro del paese, comodo ai servizi e molto ben curato.

Insomma, motivi per venire a visitare la bella Pecetto ce ne sono parecchi; non vi resta che salire in macchina, un giorno di questi, e venirci a trovare, magari allungandovi poi nella bella e antica Chieri a 5 km.  o nel vicino Monferrato. E non dimenticate che Torino si trova a soli 9 km!

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